FIAT NUOVA 500 F

Produzione: 1965/1972

Una tipica 8 bulloni

Una tipica 8 bulloni

Giunti alla metà degli anni 60 venne introdotta una nuova versione destinata ad un ancora più clamoroso successo: la 500 F.

Nel 1965 viene presentata la Nuova 500 F, erede della “D”, destinata a divenire negli anni la versione con il maggior numero di unità costruite. Le novità sono soprattutto estetiche: la più evidente l’inversione nell’apertura delle portiere, incernierate con 8 viti per porta da cui il termine “otto bulloni” che contraddistingue le prime F dal marzo 1965 fino a Gennaio 1966, ovvero con numero di telaio di poco superiore il milione (questa versione è oggi molto ricercata per via di una produzione durata “solo” 10 mesi) successivamente verranno applicate cerniere delle portiere con 4 viti per porta.

Lievi ma sostanziali le modifiche alla carrozzeria; furono eliminati inutili preziosismi esaltando, invece, l’aspetto funzionale.

Il semitetto ed il padiglione, venne realizzato in un unico pezzo di lamiera in luogo di tre pezzi imbullonati fra loro della D. A questa modifica fece seguito l’ampliamento longitudinale e trasversale del parabrezza. Il tetto in tela invece adottò un unico gancio centrale di plastica nera in luogo dei due gancetti metallici. Con il modello F, di seguito, scomparve anche la cinghia di chiusura a tetto aperto (tranne nei primi modelli F del 1965 denominati “otto bulloni”).

Scomparvero i profili di alluminio lucidato sul cofano anteriore, posteriormente sotto il lunotto e sulla fiancata all’altezza della portiera; furono ridisegnate le luci posteriori, ora più piatte e più ampie.

Sicuramente la modifica sostanziale più visibile rimane l’apertura delle portiere con movimento “controvento” (cioè di sicurezza), questo permise anche l’abolizione delle antiestetiche cerniere esterne. Come apertura venne adottata una maniglia a pulsante di disegno elegante con la serratura su entrambe le portiere.

Identici nelle dimensioni, ma differenti nel disegno (ora a fascio asimmetrico) i fari anteriori e le luci di posizione; per queste ultime venne soppressa la basetta di alluminio comparsa sulle D.

Alle ruote furono introdotte delle coppe di metallo cromato in sostituzione dell’allumino.

Dal 1966 il fregio anteriore in tre pezzi venne sostituito con un unico fregio di plastica, così come venne sostituito il portalampada della luce targa posteriore che dall’alluminio, diviene in plastica. Dal 1969 nuovo logogramma “Fiat 500″ a losanghe, in sostituzione della scritta “nuova 500″ di alluminio.

A partire dai modelli F/L di produzione successiva al 1970 viene modificata la posizione della luce targa sullo sportello motore, posizionata ora leggermente più in alto rispetto alle serie precedenti.

All’interno, così come all’esterno, la F presentava molte novità soprattutto sul tema della semplificazione e dell’economia costruttiva, abolendo particolari realizzati fino ad allora in metallo, ora sostituiti con la plastica.

Plancia: Modifiche al tachimetro, identico nel disegno a quello delle serie precedenti ma con scala portata a 120 Km/h.

Gli interruttori vennero allineati a fianco della chiave di accensione, mentre le spie degli abbaglianti e degli indicatori di direzione, un tempo al lato sinistro del tachimetro, risultano ora separati dallo stesso. Cambiarono inoltre i materiali delle leve del devioluci (ora in plastica nera) e del gancio di chiusura del tetto in tela (in luogo dei due gancetti in metallo).

La tasca portacarte, fino ad allora in lamiera, viene ora realizzata in plastica nera. Le nuove portiere controvento introdussero una nuova leva di apertura dall’interno, realizzata in metallo; le maniglie di chiusura vennero invece prodotte in plastica nera.

Si segnalano tuttavia, nei primissimi esemplari di F, la presenza di particolari della D (maniglie di chiusura interne di alluminio, tasca portacarte in metallo…)

La tappezzeria nel 1968 fu semplificata abolendo la lunetta bianca allo schienale dei sedili anteriori (1968); cambia la tinta del telaio della capote che risulta ora verniciato di nero (dal 1959 fino al 1967 rimase in beige)

Alla meccanica si riscontrò un lievissimo aumento di potenza che elevò la potenza massima a 18 CV. Venne inoltre maggiorato il filtro dell’aria e venne introdotto un dispositivo di ricircolo dei gas di sfiato. La marmitta risultò di nuova concezione: non più “a bussolotto”, ma realizzata con due semi gusci saldati fra loro.

Altri dettagli riguardarono la sostituzione del reggispinta della frizione con un cuscinetto a sfere anziché in grafite; giunti e semiassi maggiorati, così come risultarono irrobustiti i cilindretti dei freni anteriori e i bracci delle sospensioni.

Nel cofano anteriore fu posto un nuovo serbatoio a sviluppo orizzontale, della capacità 22 litri.

Prezzo: 475.000 lire (1965) / 600.000 lire (1972)